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Wired NextFEST

2013 - Milano

Il progetto di allestimento per gli spazi esterni del WIRED NEXT Fest di Milano nasce da una riflessione sul luogo che ospiterà la manifestazione: il Parco Indro Montanelli, il Museo di Scienze Naturali e il Planetario. Il museo è per definizione luogo della conoscenza concentrata, raccolta in uno spazio fisico, celato dal mondo esterno. Qui l’esperienza della conoscenza è di tipo contemplativo e il rapporto tra visitatore e opera esposta è unidirezionale. Invece la rete del web, rappresentato da Wired e tema centrale della manifestazione, è una “realtà” aperta, che rende l’esperienza conoscitiva partecipativa e allargata. Queste riflessioni ci portano a pensare al NEXT Fest come amplificatore di “Conoscenza”, e l'allestimento punta a dichiarare  questo messaggio. Così gli elementi dell'installazione amplificano il messaggio del festival al di fuori i confini del parco. I primi elementi visibili delle strade che perimetrano il parco sono i totem, la cui forma e dimensione sono studiate per superare le fronde degli alberi e renderli visibili in lontananza. Il vero simbolo dell'amplificazione è però un grande piano inclinato riflettente posto a rivestimento dell'impalcatura che nasconde la facciata del Museo di Scienze Naturali. Il Grande Specchio è l'elemento ludico che favorisce l'interazione con i visitatori amplificando attraverso il riflesso la realtà del festival. Punto centrale dell' intervento è il Wired Pavilion. Le richieste di facilità di smontaggio e di visibilità, unite a quella di espressiva semplicità hanno orientato la proposta verso un sistema composto da strutture leggere utilizzate solitamente per l’allestimento di palchi per concerti e un rivestimento  tessile cangiante che producesse interessanti effetti cromatici sia durante il giorno che durante la notte, attraverso l’illuminazione dello spazio conferenze contenuto al suo interno. Il semplice volume del padiglione viene svuotato alla base e rivestito  da un diaframma composto da bandelle di materiale plastico di vari colori, combinati tra loro. In questo modo si conserva la privacy interna, utile per lo svolgimento degli incontri e dei dibattiti tra i vari ospiti, pur lasciando aperto lo spazio ai visitatori, che attraverso la cortina colorata trasparente posso osservare ciò che succede all'interno. Inoltre l’aggetto prodotto dalla copertura tessile del padiglione crea uno spazio coperto confortevole perché ombreggiato,  adatto a continuare la discussione sui temi trattati nelle talk appena concluse o per sostare prima di proseguire per gli altri appuntamenti del festival. Una serie di installazioni di interactive design e di arte digitale partecipata, diffuse nel parco, mettono in relazione il festival, il Museo di Scienze Naturali e il Planetario.

Status

Concorso a inviti, progetto finalista

Programma

Allestimento temporaneo

Architetti

bam!

Consulenti

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