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THIRD

Resilienze

Pinerolo (TO)

RESILIENZA (def.) : La velocità con cui una comunità (o un sistema ecologico) ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l’ha allontanata da quello stato; le alterazioni possono essere causate sia da eventi naturali, sia da attività antropiche. Solitamente, la resilienza è direttamente proporzionale alla variabilità delle condizioni ambientali e alla frequenza di eventi catastrofici a cui si sono adattati una specie o un insieme di specie. (da Treccani) Il progetto prende le distanze da una logica ormai non più attuabile di consumo eccessivo di suolo, andando a considerare paradigmi alternativi che siano efficienti non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociale, ambientale e culturale. Questo tipo di approccio sistemico, in cui non si costruisce solamente un edificio ma una rete diffusa che connette funzioni e persone, deve necessariamente robusto, quindi in grado di assorbire le conseguenze dei cambiamenti esterni, siano essi negativi o positivi. Il recupero del complesso dell'ex Merlettificio Türck, valorizzandone il contesto e in relazione al centro città e alle relative esigenze, rappresenta il telaio, l'ossatura essenziale su cui innestare un sistema flessibile e durevole, dunque resiliente. La strategie e le azioni di progetto si sviluppano intorno al concetto-processo del ciclo dell'acqua. L'acqua del vicino Rio Moirano, un tempo fonte di energia primaria dell'intero comparto del Follone, diventa nuovamente motore non solo della produzione artigianale, ma di tutta le attività sociali, formative e economiche inserite nell'area. Il concetto che guida il progetto è quello di acqua come bene condiviso, elemento che viene sottratto alla città e non viene utilizzato per un singolo scopo ma che viene impiegato per soddisfare le diverse esigenze produttive, formative e di svago del complesso, legandole ad un circolo virtuoso di uso plurimo della risorsa idrica. Acqua come energia, acqua come giochi d'acqua e fontane, come materia di studio e sostentamento indispensabile per le coltivazioni. Dal punto di vista architettonico, il processo costruttivo, meno tradizionale, risulterà una scelta economicamente vantaggiosa: il progetto del recupero l’edificio esistente del Follone insieme ai corpi di fabbrica adiacenti infatti, si articola attorno all’inserimento, con tecnologie “a secco”, di contenitori di funzioni che, discostate dalle pareti perimetrali e dai soffitti nervati in C.A., permettono di conservare l’integrità e la spazialità dei luoghi un tempo destinati alla produzione. La nuova edificazione è stata pensata invece “per sottrazione” poiché si predilige una densità funzionale piuttosto che una densità costruttiva, recuperando la volumetria degli edifici esistenti caratterizzati da un avanzato stato di abbandono e dissesto, per i quali il recupero non sarebbe attuabile e sostenibile.

Status

concorso

Programma

mixed use

Dimensione

100.000 mq

Progettisti

bam! + Arch. Filippo Fassio

Collaboratori

Stefano Scavino

Consulenti

Ing. Alessandro Masoero (ciclo delle acque)